Servizio Universale, Roscigno: “Serve clausola occupazionale in contratto di programma”

Di seguito la dichiarazione resa dal Segretario Generale SLP-CISL, Raffaele Roscigno all’Agenzia DIRE.

”Il Servizio Postale Universale non è una comodità sostituibile: è un presidio di coesione nazionale e uno strumento concreto di accesso ai diritti”. E’ quanto ha sottolinea Raffaele Roscigno, segretario generale SLP CISL, in audizione della Commissione IX Trasporti, Poste e Telecomunicazioni della Camera sullo schema di contratto di programma 2026-2031 tra il MIMIT e Poste Italiane S.p.A. ”In molti Paesi europei il servizio universale è già stato di fatto smantellato. Non dobbiamo ripetere quegli errori. Questo contratto di programna è uno snodo: o si pongono oggi i paletti necessari, o imbocchiamo anche noi quella strada senza ritorno. Il contratto nella formulazione attuale non contiene alcuna clausola di salvaguardia occupazionale per il recapito. Nessun livello minimo di organico garantito, nessun obbligo di confronto preventivo con i sindacati prima di riorganizzazioni che incidano su organici o rete. Il passaggio da J 1 a J 5 renderà inevitabili tagli di personale nel recapito. Eppure il contratto non pone alcun vincolo” ha sottolineato Roscigno. SLP CISL chiede che ”il parere parlamentare condizioni l’approvazione all’inserimento di clausole occupazionali vincolanti. Il contributo statale al Servizio Universale è bloccato a 262,4 milioni annui dal 2014, mentre AGCOM ha quantificato il costo netto in 736 milioni nel solo 2023. Il gap di quasi 474 milioni viene colmato tagliando i costi operativi del recapito, che sono quasi interamente costi di personale. Nel frattempo, Poste Italiane ha chiuso il 2025 con un utile netto di 2,22 miliardi e ricavi record a 13,1 miliardi, con dividendi previsti superiori a 7,5 miliardi nel quinquennio 2024-2028. SLP CISL chiede una previsione contrattuale che vincoli una quota minima dei ricavi al finanziamento del Servizio Universale. Per le raccomandate , lo standard J 5 viene applicato in modo indifferenziato, includendo dal 1° maggio 2026 la Posta Raccomandata, la Posta Raccomandata Giudiziaria e la Posta Assicurata. SLP CISL chiede l’esclusione esplicita di tutta la corrispondenza con valore legale, con garanzia di consegna giornaliera. Quanto all’editoria, le agevolazioni tariffarie per le imprese editoriali perdono di senso se i giornali vengono recapitati a giorni alterni con standard J 5. SLP CISL chiede che la distribuzione editoriale sia esclusa esplicitamente dal J 5, a tutela del pluralismo informativo nelle aree periferiche”. Infine ”non chiediamo di bloccare la riforma ma che venga fatta con i necessari paletti, nell’interesse dei lavoratori e dei cittadini italiani. SLP CISL è disponibile a collaborare con la Commissione per la definizione tecnica delle clausole che riteniamo indispensabili”. (Tar/Dire) 18:03 21-04-26 NNNN

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